PSD2, le banche chiedono 18 mesi di proroga. Ecco perché

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Il settore bancario non è pronto ad adeguarsi alla PSD2, la direttiva europea sui pagamenti digitali, diventata operativa il 14 settembre. E ha chiesto 18 mesi in più. Ecco cosa succede nel periodo di transizione, la posizione di Banca d’Italia e l’intervento di Giorgio Ferrero, ceo di Preta.

Che cos’è la PSD2
La PSD2 (Payment Services Directive 2) è la direttiva europea sui pagamenti digitali, emanata nel 2018 e diventata operativa il 14 settembre. Per la prima volta questa direttiva obbliga le banche europee ad aprire le proprie API (Application Program Interface) a società del fintech (tecnologia applicata alla finanza) e altre aziende che si occupano di prodotti e servizi finanziari. Questo cambiamento consentirà alle società esterne (le cosiddette terze parti) accesso ai dati di pagamento: in sostanza significa che ci sarà maggiore competizione nelle aree di tradizionale dominio delle banche.

Diciotto mesi di proroga per la PSD2. È la richiesta avanzata dalle banche sull’adeguamento alla direttiva europea sui pagamenti digitali che dà vita all’open banking, la condivisione dei dati tra i diversi attori dell’ecosistema bancario. Il settore, infatti, ritiene di non essere pronto per l’applicazione della PSD2, diventata operativa il 14 settembre 2019 insieme all’entrata in vigore dell’autenticazione forte (SCA).

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